25-27.09.26 | orari e luoghi vari
Intercity notte n° 3
da un’idea di Vincent Giampino
workshop & performance
Open Call - Si cercano 4 performer con motivazioni e profili diversi, di ambito professionale e non
entro il 14 settembre
Open Call - Si cercano 4 performer con motivazioni e profili diversi, di ambito professionale e non
entro il 14 settembre
Intercity Notte n°3 utilizza un formato denominato “treno” come nell’espressione: “ieri sera mi sono fatto un treno incredibile in discoteca”, oppure “stasera, treno?” - che implica l’iniziare a ballare in discoteca e non fermarsi per un tempo relativamente lungo, senza mai interrompere la relazione costante con la musica, la serata, le vibes e il movimento.
La call prevede alcuni appuntamenti di natura laboratoriale che implicano fasi di ricerca condivisa in ambienti diversi, dalla discoteca alla palestra o alla sala di danza, sino ad arrivare a un'incursione performativa collettiva in una serata di danza e suono.
Nel primo movimento, venerdi 25 settembre, i partecipanti convergono individualmente in un club della città, senza conoscersi tra loro. Ognuna e ognuno riceve una costellazione di indicazioni comuni — punti di attenzione, pratiche di orientamento, ancoraggi per l’ascolto e per la presenza. Si tratta di una partitura che accompagna il corpo nel suo treno continuo, nel suo farsi attraversamento, osservazione e movimento.
La seconda notte, sabato 26 settembre, accoglie il ritorno e la riflessione. L’esperienza condivisa all’esterno diventa oggetto di studio e di scambio: un momento di confronto informale che apre alle narrazioni individuali, alle risonanze intime, alle immagini emerse. Da questo terreno comune nascono nuove istruzioni, nuove soglie di attenzione. Un dj set privato dà forma a un nuovo treno — un attraversamento collettivo che, in uno spazio più intimo, sperimenta altre possibilità di compresenza e ascolto reciproco
Domenica 27 settembre apre, infine, le le porte a tutti per partecipare attivamente all'ultima sessione che segna, quindi, una estroflessione: si apre all’esterno facendo diventare lo spazio che ha accolto i partecipanti la sera precedente un club per tutt.
I partecipanti, ormai portatori di un’esperienza sedimentata e rielaborata, continuano il loro percorso: ciascunə con il proprio treno, in parte scritto e ancora in divenire. Le traiettorie individuali si intrecciano in un campo condiviso, dove la compresenza diventa scrittura personale e paesaggio collettivo. In questa notte, i partecipanti si fanno host, ospiti e custodi di un’esperienza che invita tuttə a prendere parte, in un ritmo che alterna l’ascolto all’intrattenimento, la cura alla dispersione, la presenza alla festa.
Appuntamenti:
La notte fuori - venerdì 25 settembre dalle ore 22 ( luogo TBC)
La notte dentro - sabato 26 settembre dalle 17.00 alle 20.00 - Palestra Pontano/Cpia5
La notte aperta - domenica 27 settembre dalle 20.30 - Tropical Cub
Si cercano 4 performer con motivazioni e profili diversi, di ambito professionale e non
ZEIT mette a disposizione una borsa di studio
Per partecipare: giuseppevincent.g@gmail.com e in c/c info@lealleanzedeicorpi.org
con: Nome, cognome, cell e codice fiscale, accompagnati da una proposta di 10 riferimenti visivi, testuali o link che rappresentino il vostro immaginario in proposito.
ll corpo come oggetto povero e impoverito dallo sguardo.
Lo sguardo esterno prescrive e ascrive termini di relazione e significato, imputa, pretende, anticipa e predice: lo sguardo è un oggetto recipiente della cultura nel quale è immerso.
Semplice. Banale da dire.
Questo accade anche quando rivolgo lo stesso sguardo su di me, creando però una frizione con il mio desiderio intimo che valica i paesaggi condivisi.
Oltre la frontiera c’è il mio sguardo che non potrò mai incontrare appieno.
Vive di scarto. Vive in rilancio.
Uno dei modi per lasciare spazio allo scarto — per permettere che si renda visibile e diventi agente generativo di forme - è attraverso le conseguenze, o eccedenze, della fatica. Joule bruciati nell’attività: la stanchezza del mezzo corporeo è sintomo del limite da valicare.
Tra un tremore e l’altro c’è la mia scelta. C’è la mia azione. Ci sono io.
Questo tremore è eccedenza dell’azione e dell’immagine: massa muscolare e tensione sinaptica che chiedono una riassimilazione delle forme, dei modi.
L’inizio è lì, proprio oltre la percezione della fine
Lo sguardo esterno prescrive e ascrive termini di relazione e significato, imputa, pretende, anticipa e predice: lo sguardo è un oggetto recipiente della cultura nel quale è immerso.
Semplice. Banale da dire.
Questo accade anche quando rivolgo lo stesso sguardo su di me, creando però una frizione con il mio desiderio intimo che valica i paesaggi condivisi.
Oltre la frontiera c’è il mio sguardo che non potrò mai incontrare appieno.
Vive di scarto. Vive in rilancio.
Uno dei modi per lasciare spazio allo scarto — per permettere che si renda visibile e diventi agente generativo di forme - è attraverso le conseguenze, o eccedenze, della fatica. Joule bruciati nell’attività: la stanchezza del mezzo corporeo è sintomo del limite da valicare.
Tra un tremore e l’altro c’è la mia scelta. C’è la mia azione. Ci sono io.
Questo tremore è eccedenza dell’azione e dell’immagine: massa muscolare e tensione sinaptica che chiedono una riassimilazione delle forme, dei modi.
L’inizio è lì, proprio oltre la percezione della fine