27.09.26 | dalle 20.30 | Tropical Club
Intercity notte n° 3
da un’idea di Vincent Giampino


incursione performativa

a pagamento con ingresso al Closing Party  (per saperne di più scrivi a info@lealleanzedeicorpi.org)



 Un'azione performativa che avviene all'interno di una festa.

Intercity Notte n°3 utilizza un formato denominato “treno” come nell’espressione: “ieri sera mi sono fatto un treno incredibile in discoteca”, oppure “stasera, treno?” - che implica l’iniziare a ballare in discoteca e non fermarsi per un tempo relativamente lungo, senza mai interrompere la relazione costante con la musica, la serata, le vibes e il movimento.

Quattri performer selezionati tramite call, dopo aver condiviso fasi di ricerca condivisa in ambienti diversi - dalla discoteca alla palestra o alla sala di danza -  incontrano il pubblico in un'incursione performativa collettiva all’interno di una serata di danza e suono.

I  partecipanti, ormai portatori di un’esperienza sedimentata e rielaborata, continuano il loro percorso: ciascunə con il proprio treno, in parte scritto e ancora in divenire.  Le traiettorie individuali si intrecciano in un campo condiviso, dove la compresenza diventa scrittura personale e paesaggio collettivo.In questa notte, i partecipanti si fanno host, ospiti e custodi di un’esperienza che invita tuttə a prendere parte, in un ritmo che alterna l’ascolto all’intrattenimento, la cura alla dispersione, la presenza alla festa.

Il corpo come oggetto povero e impoverito dallo sguardo.
Lo sguardo esterno prescrive e ascrive termini di relazione e significato, imputa, pretende, anticipa e predice: lo sguardo è un oggetto recipiente della cultura nel quale è immerso. Semplice. Banale da dire.
Questo accade anche quando rivolgo lo stesso sguardo su di me, creando però una frizione con il mio desiderio intimo che valica i paesaggi condivisi.
Oltre la frontiera c’è il mio sguardo che non potrò mai incontrare appieno. Vive di scarto. Vive in rilancio.
Uno dei modi per lasciare spazio allo scarto — per permettere che si renda visibile e diventi agente generativo di forme - è attraverso le conseguenze, o eccedenze, della fatica. Joule bruciati nell’attività: la stanchezza del mezzo corporeo è sintomo del limite da valicare.
Tra un tremore e l’altro c’è la mia scelta. C’è la mia azione. Ci sono io.
Questo tremore è eccedenza dell’azione e dell’immagine: massa muscolare e tensione sinaptica che chiedono una riassimilazione delle forme, dei modi.
L’inizio è lì, proprio oltre la percezione della fine.





concept Vincent Giampino
produzione e sviluppo Xing
Vincent Giampino è supportato da TIR Danza
con Paolo Barbero , Maite Cavallera,  Leo Decima, Anita Ferrara,  Giorgia Polverini, Lux Fiorano
Si ringrazia Hundebiss, Isciàn, Sonic Yolk, Clara Sestili/Chullu Agency